Per Natale...facciamoci un regalo

Il Natale è un momento delicato per tante persone. Sarà per l'idea che  a Natale si è tutti più buoni, o che si deve essere felici. Saranno i doni, o la straodinaria esistenza di quella grande magia che è Babbo Natale.

Non per tutti il periodo delle feste è un momento felice. Per moltissimi è causa di profonda tristezza e malinconia. Manca sempre qualcuno al tavolo di famiglia, perché mancato, perché malato, perché lontano, perché la vita prende e la vita dà e anche nelle famiglie accadono cambiamenti. Per moltissimi è il momento della verità, quella che durante tutto l'anno si cerca di non vedere e che fa capolino proprio quando ci fermiamo un attimo a pensare e a guardare quello che ci circonda. In alcuni casi intorno al tavolo non troviamo il calore che desidereremmo, né le persone con le quali avremmo realmente desiderio di festeggiare. C'è poi chi è insofferente alle tradizioni (di contro esistono persone che le amano a tal punto da non cambiare di una virgola i rituali) e chi porta dentro sé dolori personali così grandi da sentirsi totalmente fuori posto in una situazione conviviale. C'è chi è solo, solo veramente. E chi, pur non essendo solo, si sente non all'altezza delle aspettative sociali e relazionali che la famiglia parrebbe considerare essenziali per accoglierlo al tavolo. Insomma, spesso, proprio a Natale, ci sentiamo soli.

A Natale tendiamo a fermarci e a chiederci cosa desidererremo chiedere a Babbo Natale. Retaggio di quando eravamo piccoli, arriva sempre il momento in cui facciamo i conti con l'anno che si sta per chiudere, con quel che abbiamo e quel che non abbiamo. Qualcuno si strugge al pensiero di chi, davvero, non possiede nulla. Qualcuno porta da mangiare a chi non ha cibo, né casa. Qualcuno visita gli ammalati. Molti non possiedono nulla, molti non hanno cibo né casa, molti sono malati. Non solo a Natale.

Non so se esista un metodo per sopravvivere alle Feste. Da un lato credo che la malinconia del Natale porti in sé qualcosa di profondamente prezioso ed utile per noi. Quando ci lamentiamo della mancanza dello spirito natalizio, spesso facciamo un paragone con quello che provavamo quando eravano piccoli, quando credevamo alla magia ed erano i grandi ad organizzare tutto per noi. Poi si cresce, e la magia sembra svanire. E' il prezzo del nostro crescere: dall'incanto al disincanto. Ma non credo tutto sia perduto. Possiamo ancora coltivare il senso del dono, e del perdono. Non come un obbligo morale, ma come un momento che prendiamo dentro noi stessi per pensare alle persone che consideriamo e viviamo come significative. "Certo", potrà dirà qualcuno, "e chi è solo come me?".

Ai miei clienti chiedo spesso quale dono si siano comprati per Natale. Alcuni mi guardano come fossi pazza, quando chiedo cosa si impacchettano e si mettono sotto l'albero. Altri hanno da sempre l'abitudine di comprare qualcosa anche per sé, ma non avevano mai pensato di farne un pacchetto come tutti gli altri.

Io credo fermamente nella cura dell'autodono. Quando dedichiamo tempo e pensieri a chi per noi è significativo, spesso scordiamo la persona più importante che troveremo intorno a quella tavolata imbandita a festa: noi stessi.

Nella giornata della luce e dei regali, proviamo a portare un pensiero caldo a noi stessi. A coccolarci e a considerarci degni di un dono scelto con cura ed amore.

Ed ecco che la malinconia può darci un grande insegnamento: quando la magia finisce, quando ci rendiamo conto che siamo grandi e che la responsabilità della nostra vita è nostra e solo nostra, quando questo pensiero ci schiaccia e quando ci guardiamo intorno e sentiamo di subire una situazione che non desideriamo, non possiamo far altro che rimboccarci le maniche e ricordarci quanto unici, speciali e meritevoli di doni siamo.

Certo, per qualcuno è impossibile anche solo pensare di potersi "bastare" da solo. Eppure è in quella solitudine, che più o meno tutti percepiamo sotto le feste, che possiamo imparare a stare bene davvero. Con noi, e con gli altri.

Il mio augurio più sincero per questo Natale è che tutte le persone abituate a donarsi senza nemmeno rendersi conto di quanto prezioso sia ciò che ogni giorno lasciano negli altri, trovino il modo di regalare a se stessi il loro stesso calore. Il mio augurio è che chi sente di non meritare cure ed attenzioni, possa apprezzare la bellezza del suo stesso sguardo che lo avvolge senza giudizio. Il mio augurio è che chi trascorre le feste lontano dai suoi cari, possa trovare almeno un sorriso per sé, per ricordarsi anche che a star soli (per scelta o meno) ci vuole un grande, grandissimo coraggio.

...per tutte le volte in cui ci siamo detti "non ce la faccio ad affrontare questa situazione" e poi, pur con lacrime e fatiche, ci siamo trovati al di là della situazione e ne abbiamo fatto esperienza. Facciamoci un regalo, per esserne stati capace. Portiamocela dentro, perché la nostra esperienza è sempre inestimabile ed è l'unica cosa che nessuno mai potrà portarci via.