Un affare di famiglia

"Tutte le famiglie felici si assomigliano  fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo" (da Anna Karenina, Lev Tolstoj)

Mi sono persa in questo film che mi ricordava un anime che  amo, La tomba delle lucciole. Ho ritrovato nel film quelle atmosfere al limite del surreale, e al contempo estremamente dure, immagini che sembrano fermare il tempo. Una leggerezza che talvolta si trova solo nei luoghi in cui la felicità, apparentemente, non dovrebbe  passare neanche per cinque minuti. Eppure sta lì. E mentre le vicende di questa famiglia si dipanano, ci si perde tra i pensieri, e le domande. Cos'è davvero la famiglia? Quali sono i legami che sentiamo davvero profondi e significativi? Cosa ci serve per essere felici?

Perché questa famiglia, che non è una famiglia ma al tempo stesso lo è più di molte altre, sembra felice. Sicuramente sembra essere migliore di quella d'origine agli occhi della piccola bimba che ricorda tanto la bambina della tomba delle lucciole. E del suo, anche  se poi non  è proprio così, fratellone. Che ama la sua famiglia anche quando si svela per ciò che è realmente. O forse, la ama proprio per la capacità di mostrare con leggerezza anche l'orrore.